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Salute

AFFRONTARE LA SCOLIOSI CON LA NEURODINAMICA

Cos’è la Scoliosi?

La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale che si manifesta con una curva laterale e una rotazione delle vertebre. Può verificarsi in diverse fasce di età e può essere causata da fattori genetici, problemi muscolari o disfunzioni del sistema nervoso.

Molti individui con scoliosi possono sperimentare sintomi come dolore, limitazioni nella mobilità e tensione muscolare. In questo articolo, esploreremo come l’approccio avanzato della neurodinamica può essere integrato nella fisioterapia per gestire e migliorare la scoliosi.

Ruolo della Neurodinamica nella Scoliosi

La neurodinamica, che si occupa dello studio delle interazioni tra il sistema nervoso e il sistema muscolo-scheletrico, offre un approccio avanzato per affrontare la scoliosi. Gli esercizi e le tecniche di neurodinamica possono essere personalizzati per migliorare la funzione nervosa, ridurre la tensione muscolare e promuovere una migliore postura.

Esercizi di Neurodinamica per la Scoliosi

Mobilizzazione specifica della colonna vertebrale:
• Esercizi mirati al miglioramento della mobilità delle vertebre nella zona colpita dalla scoliosi.
• Movimenti controllati per stimolare la flessibilità e ridurre la rigidità.

Esercizi di Rafforzamento Asimmetrico:
• Focus su esercizi che rafforzano i muscoli deboli nella zona colpita dalla curva della scoliosi.
• Bilanciamento del tono muscolare per migliorare la simmetria e la stabilità.

Tecniche di Rilascio Miofasciale:
• Applicazione di pressione mirata per rilasciare la tensione muscolare associata alla scoliosi.
• Miglioramento della flessibilità e del comfort.

Educazione Posturale e Movimento Consapevole:
• Insegnare al paziente tecniche di postura corretta per ridurre lo stress sulla colonna vertebrale.
• Promuovere il movimento consapevole per prevenire posture nocive.

 

Integrazione con la Terapia Tradizionale

La neurodinamica può essere integrata con successo con la terapia tradizionale per la scoliosi, che potrebbe includere fisioterapia convenzionale, esercizi di stretching, e terapia manuale. Una valutazione approfondita da parte di un fisioterapista specializzato guiderà verso un piano di trattamento personalizzato che tiene conto delle esigenze specifiche del paziente.

 

 

Benefici della Neurodinamica nella gestione della scoliosi

Riduzione del Dolore: migliorando la funzione nervosa e la mobilità, la neurodinamica può contribuire a ridurre il dolore associato alla scoliosi.
Miglioramento della mobilità: gli esercizi mirati favoriscono la flessibilità e la mobilità della colonna vertebrale, migliorando la qualità del movimento.
Rafforzamento muscolare equilibrato: la neurodinamica può aiutare a riequilibrare i muscoli asimmetrici, contribuendo a una migliore stabilità e postura.
Prevenzione delle complicazioni: integrare la neurodinamica nella gestione della scoliosi può contribuire a prevenire complicazioni a lungo termine e migliorare la qualità di vita.

Conclusioni

Fisioterapista Andrea Sgambati

L’approccio della neurodinamica offre un’opzione avanzata e personalizzata per affrontare la scoliosi. Integrare esercizi di neurodinamica nella fisioterapia può essere una strategia efficace per gestire i sintomi, migliorare la funzione nervosa e promuovere una migliore qualità di vita per chi vive con questa condizione. Prima di iniziare qualsiasi programma di esercizi, è consigliabile consultare un fisioterapista specializzato per una valutazione dettagliata e la progettazione di un piano di trattamento adatto alle tue esigenze individuali.

 

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FORMICOLIO AL BRACCIO

Il formicolio al braccio può essere un sintomo fastidioso e preoccupante che colpisce molte persone. Questa sensazione di pizzicore, intorpidimento o “spilli e aghi” può avere diverse cause, spesso è associata a problemi nervosi o muscolari. In questo articolo, esploreremo le possibili cause del formicolio al braccio, i sintomi associati e come un fisioterapista può essere d’ aiuto nel trattamento e nella gestione di questo problema.

Cause comuni del formicolio al braccio

Il formicolio al braccio può derivare da diverse fonti, tra cui:
Compressione nervosa: la compressione di un nervo, come il nervo ulnare o il nervo mediano, può causare formicolio nel braccio.
Sindrome del tunnel carpale: una condizione in cui il nervo mediano nel polso è compresso, portando a formicolio e intorpidimento.
Stenosi spinale: una riduzione dello spazio attorno al midollo spinale, può causare compressione nervosa e formicolio nel braccio.
Disfunzioni muscolari: problemi muscolari, come tensione o spasmi, possono influenzare la circolazione sanguigna e causare formicolio.
Traumi o lesioni: incidenti o lesioni possono danneggiare i nervi o i tessuti, causando formicolio.

Sintomi associati al formicolio al braccio

Il formicolio al braccio può essere accompagnato da altri sintomi, tra cui:

• Intorpidimento.
• Sensazioni di bruciore.
• Debolezza muscolare.
• Dolore.

Il ruolo della fisioterapia nel trattamento del formicolio al braccio

I fisioterapisti possono svolgere un ruolo fondamentale nel trattamento del formicolio al braccio. Ecco come possono aiutare:
Valutazione specialistica: un fisioterapista condurrà una valutazione approfondita per identificare la causa del formicolio e sviluppare un piano di trattamento personalizzato.
Terapie manuali: utilizzare terapie manuali, come il massaggio terapeutico, per ridurre la tensione muscolare e migliorare la circolazione sanguigna nella zona afflitta.
Esercizi terapeutici: prescrivere esercizi mirati per migliorare la forza muscolare e la mobilità, riducendo la compressione nervosa.
Tecniche di rilassamento: insegnare al paziente tecniche di rilassamento per alleviare la tensione e migliorare la circolazione.
Educazione del paziente: fornire informazioni sull’auto-gestione del formicolio e su come evitare movimenti o posture che possono peggiorare la condizione.

Conclusione

Fisioterapista Andrea Sgambati

Il formicolio al braccio può avere diverse cause, ma la fisioterapia può essere un valido alleato nel trattamento e nella gestione di questo sintomo. Se soffri di formicolio al braccio, consulta un fisioterapista esperto. Un piano di trattamento personalizzato può aiutarti a ridurre il formicolio, migliorare la mobilità e prevenire ulteriori complicazioni. La fisioterapia è una risorsa preziosa per affrontare il formicolio al braccio e migliorare la tua qualità di vita.

 

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ASIMMETRIE POSTURALI

Un corpo in equilibrio è fondamentale per una buona salute e il benessere generale. Tuttavia, molte persone soffrono di asimmetrie posturali, che possono portare a una serie di problemi fisici, tra cui dolori muscolari, tensioni e ridotta funzionalità. In questo articolo, esploreremo le asimmetrie posturali, le loro cause, i sintomi associati e come un fisioterapista può aiutare a migliorare la postura e ridurre il rischio di lesioni.

Cos’è un’asimmetria posturale?

Un’asimmetria posturale si verifica quando ci sono differenze visibili o misurabili tra la postura di una parte del corpo rispetto all’altra. Queste asimmetrie possono riguardare la spalla, i fianchi, la colonna vertebrale o altre parti del corpo. Una postura asimmetrica può essere dovuta a una serie di fattori, tra cui abitudini posturali, infortuni passati, disfunzioni muscolari o problemi strutturali.

 

Cause comuni di asimmetrie posturali

Le asimmetrie posturali possono avere molte cause diverse, tra cui:
Abitudini posturali errate: la postura scorretta mantenuta nel tempo può portare a squilibri muscolari.
Infortuni precedenti: lesioni o traumi possono alterare la postura e influenzare la simmetria corporea.
Disfunzioni muscolari: debolezza o squilibri nei muscoli che supportano la colonna vertebrale e le articolazioni possono contribuire alle asimmetrie.
Problemi strutturali: anomalie anatomiche possono portare a asimmetrie posturali, sebbene siano meno comuni.

Le asimmetrie posturali possono causare vari sintomi, tra cui:

• Dolori muscolari, spesso nella parte bassa della schiena, collo e spalle.
• Limitazioni nella gamma di movimento.
• Affaticamento muscolare e disfunzione articolare.
• Problemi di equilibrio e coordinazione.

 

 

Il ruolo della fisioterapia nel trattamento delle asimmetrie posturali

I fisioterapisti svolgono un ruolo fondamentale nel trattamento delle asimmetrie posturali. Ecco come possono aiutare:

Valutazione specialistica: un fisioterapista condurrà una valutazione approfondita per identificare le cause specifiche delle asimmetrie posturali.
Piano di trattamento personalizzato: basandosi sulla valutazione, il fisioterapista svilupperà un piano di trattamento personalizzato per affrontare le asimmetrie, che potrebbe includere esercizi terapeutici, mobilizzazioni articolari e altre terapie manuali.
Esercizi di rinforzo: gli esercizi mirati per rafforzare i muscoli deboli e ripristinare l’equilibrio muscolare sono spesso parte integrante del trattamento.
Educazione sul corretto allineamento: il fisioterapista può insegnare al paziente come mantenere una postura corretta e adottare abitudini posturali salutari nella vita di tutti i giorni.
Prevenzione delle recidive: i fisioterapisti lavorano per prevenire recidive delle asimmetrie posturali attraverso l’educazione e il follow-up continuo.

 

Fisioterapista Andrea Sgambati

Le asimmetrie posturali possono influire negativamente sulla salute e il benessere generale, ma la fisioterapia può aiutare a correggere queste disfunzioni e migliorare la qualità della vita. Se hai notato asimmetrie nella tua postura o soffri di sintomi correlati, consulta un fisioterapista esperto per una valutazione e un trattamento appropriato. La correzione delle asimmetrie posturali può non solo alleviare il dolore, ma anche prevenire lesioni future e migliorare la tua qualità di vita.

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DOLORE DELLA ZONA DORSALE

Il dolore alla parte dorsale, o dolore alla schiena, è un problema comune che può influenzare notevolmente la qualità della vita. Questo fastidio può essere causato da diverse ragioni e manifestarsi in modi diversi, ma una cosa è certa, il dolore alla schiena può avere un impatto significativo sulla mobilità e sul benessere. In questo articolo, esploreremo le possibili cause del dolore alla parte dorsale, i sintomi associati e come un fisioterapista può aiutare a ridurre il dolore e migliorare la funzionalità.

Cause comuni del dolore alla parte dorsale

Il dolore alla parte dorsale può derivare da una serie di fattori, tra cui:

Sovraccarico muscolare: sollevare oggetti pesanti o compiere movimenti ripetitivi può sovraccaricare i muscoli della schiena.
Postura scorretta: mantenere una postura scorretta durante l’attività quotidiana o sul posto di lavoro può mettere pressione sulla schiena.
Infortuni o traumi: cadute, incidenti o infortuni sportivi possono causare lesioni alla schiena.
Problemi della colonna vertebrale: problemi come ernie del disco, compressione nervosa o scoliosi possono essere cause sottostanti di dolore alla parte dorsale.

 

Sintomi associati al dolore alla parte dorsale

I sintomi del dolore alla parte dorsale possono variare da persona a persona, ma i più comuni includono:
• Dolore localizzato o diffuso nella parte dorsale.
• Rigidità muscolare o diminuzione della flessibilità.
• Dolore che può irradiare verso le braccia o le gambe.
• Sensazioni di formicolio o intorpidimento.
• Ridotta capacità di svolgere le attività quotidiane.

 

Il ruolo della fisioterapia nel trattamento del dolore alla parte dorsale

I fisioterapisti svolgono un ruolo fondamentale nel trattamento del dolore alla parte dorsale. Ecco come possono aiutare:
Valutazione specialistica: un fisioterapista condurrà una valutazione dettagliata per identificare la causa del dolore e sviluppare un piano di trattamento personalizzato.
Terapie manuali: utilizzare terapie manuali, come il massaggio terapeutico, per ridurre la tensione muscolare e migliorare la circolazione sanguigna nella zona afflitta.
Esercizi terapeutici: prescrivere esercizi mirati per rafforzare i muscoli deboli e migliorare la postura.
Educazione sul corretto movimento: insegnare al paziente come evitare movimenti e posture che possono causare dolore.
Migliorare la flessibilità e la mobilità: lavorare per migliorare la flessibilità e la mobilità della schiena e delle articolazioni circostanti.

Conclusione
Il dolore alla parte dorsale è un problema che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, ma con il giusto approccio, può essere gestito con successo. Se soffri di dolore alla schiena, consulta un fisioterapista esperto. Un piano di trattamento personalizzato, che potrebbe includere terapie manuali, esercizi terapeutici e consigli su stili di vita salutari, può aiutarti a ridurre il dolore e migliorare la tua funzionalità. La fisioterapia è una risorsa preziosa per affrontare il dolore alla parte dorsale e migliorare il tuo benessere generale.

 

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DOLORE AL GINOCCHIO DURANTE L’ALLENAMENTO

L’allenamento è un componente essenziale di uno stile di vita sano, ma nulla può fermare la tua routine più velocemente del dolore al ginocchio. Il dolore al ginocchio durante l’allenamento può essere frustrante e scoraggiante, ma comprendere le cause e le soluzioni può aiutarti a superare questo ostacolo. In questo articolo, esamineremo le possibili cause del dolore al ginocchio durante l’allenamento, le misure preventive e come la fisioterapia può svolgere un ruolo cruciale nel recupero e nella prevenzione.

Cause comuni del dolore al ginocchio durante l’allenamento

Il dolore al ginocchio durante l’allenamento può derivare da:
Sovraccarico: l’uso eccessivo del ginocchio senza il dovuto riposo può causare lesioni e infiammazioni.
Squat o deadlift errati: eseguire esercizi come squat o deadlift con una tecnica scorretta può mettere pressione eccessiva sulle articolazioni del ginocchio.
Iperpronazione o supinazione del piede: problemi di postura del piede possono influenzare il modo in cui il ginocchio si muove durante l’allenamento.
Infortuni precedenti: lesioni passate al ginocchio aumentano il rischio di dolore ricorrente.
Flessibilità limitata: la mancanza di flessibilità muscolare e articolare può causare tensioni e stress sul ginocchio.

Prevenzione del dolore al ginocchio durante l’allenamento

La prevenzione è spesso la chiave per evitare il dolore al ginocchio durante l’allenamento. Ecco alcune misure preventive:
Riscaldamento adeguato: assicurati di riscaldarti prima di ogni allenamento per preparare i muscoli e le articolazioni.
Tecnica corretta: impara la tecnica corretta per gli esercizi e chiedi consigli a un istruttore qualificato.
Progressione graduale: aumenta gradualmente l’intensità e il carico degli esercizi per evitare sovraccarico.
Scarpe adeguatamente ammortizzate: scegli scarpe da allenamento adeguate che supportino i tuoi piedi e le articolazioni del ginocchio.
Migliora la flessibilità e la mobilità: includi esercizi di stretching e di mobilità nella tua routine per mantenere i muscoli e le articolazioni flessibili.

Il ruolo della fisioterapia nel recupero e nella prevenzione

Quando il dolore al ginocchio si fa presente, la fisioterapia può essere la soluzione ideale. Un fisioterapista esperto può:
Valutare l’infortunio: identificare la causa del dolore e sviluppare un piano di trattamento personalizzato.
Fornire terapie manuali: utilizzare terapie manuali per ridurre il dolore e l’infiammazione.
Esercizi di rinforzo: prescrivere esercizi mirati per rafforzare i muscoli circostanti il ginocchio.
Educazione del paziente: insegnare al paziente tecniche di prevenzione e modi per evitare futuri infortuni.

 

In conclusione, il dolore al ginocchio durante l’allenamento è un problema comune ma affrontabile. La prevenzione attraverso buone pratiche di allenamento è essenziale, ma quando si verifica il dolore, non esitare a consultare un fisioterapista esperto. La fisioterapia può aiutarti a recuperare, a migliorare la tua postura e a prevenire futuri infortuni, permettendoti di tornare alla tua routine di allenamento in modo sicuro e senza dolore.

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Benefici della fisioterapia per il dolore lombare

Il dolore lombare colpisce circa il 95% delle persone nel mondo almeno una volta nella vita. Quindi tutti noi siamo consapevoli della fragilità del corpo a livello della colonna vertebrale e per questo l’interesse a preservarla è alto.

Più fisioterapia, meno farmaci

La fisioterapia ha il compito importantissimo di comprendere quei meccanismi per cui la schiena va in sofferenza. Ci sono tantissimi ricercatori che studiano le lombalgie e le lombosciatalgie, con l’obiettivo di trovare una soluzione al problema. Oggi abbiamo molteplici strumenti di fisioterapia, che spiegano come attraverso la riabilitazione è possibile guarire da un problema alla schiena, ma anche come mantenere i benefici nel tempo. Nel futuro, il fisioterapista sarà sempre più specializzato nelle patologie muscolo-scheletriche: mani ed esercizi  saranno mezzi utili ai fini della guarigione. L’utilizzo di farmaci, ghiaccio, o qualsiasi metodo chimico sarà sempre meno utilizzato.

In futuro saremo tutti felicemente obbligati a rivolgerci ad un fisioterapista specializzato che, tramite un’attenta valutazione, capirà il nostro problema, trovando anche la soluzione. Oggi, per esempio, ci sono tantissime tecniche di mobilizzazioni vertebrali che lavorano anche in fase acuta, e che possono miracolosamente guarire in poco tempo patologie o fastidi che sembravano invalidanti. Significa che nel futuro avremo sempre più possibilità di affrontare il problema in maniera conservativa, senza l’utilizzo di farmaci o di interventi chirurgici. Quindi la terapia manuale applicata alla fisioterapia, ovvero manipolazioni, esercizi funzionali, valutazioni soggettive, sono la cura al vero problema dei dolori di schiena.

 

La fisioterapia per patologie croniche

Il dolore cronico di origine muscolo-scheletrica senza ombra di dubbio ha bisogno di un intervento fisioterapico specializzato. Diverso è per quelle patologie croniche il cui dolore ha origine da meccanismi più centrali dove il paziente ha bisogno di approccio multidisciplinare.

Spesso vengono in studio pazienti con lombosciatalgie acute che hanno seguito delle indicazioni mediche quali: farmaci, riposo, ghiaccio, piscina. Sono consigli che, noi, nel nostro studio, avremmo valutato attentamente. Di solito quando il paziente ottempera tutte queste indicazioni, senza risolvere il problema, è molto scoraggiato. Succede molte volte che entra nel nostro studio un paziente che ha seguito tutti i consigli, anche quello del parrucchiere, indicandoci come ultima spiaggia, creandoci delle responsabilità anche più grandi di quelle che dovremmo avere. Per fortuna ci sono tanti casi in cui siamo riusciti ad aiutare il paziente risolvendo il problema alla fonte.

 

Progressi e strumenti della fisioterapia

La neurodinamica per esempio è una tecnica che utilizziamo spesso con pazienti affetti da lombosciatalgia, perché lavora direttamente sul nervo e perciò sui sintomi neurogenici. Oggi abbiamo tanti strumenti naturali per curare le patologie della colonna lombare, spesso anche più efficaci di quei rimedi che appaiono veloci ed efficaci.

La fisioterapia si specializzerà sempre di più per risolvere quelle situazioni che la medicina precedentemente non sapeva risolvere. Già in tanti paesi, come l’Australia, i fisioterapisti hanno l’autonomia nella gestione del paziente, collaborano con  gli ortopedici solamente quando il paziente è in forte rischio per la propria salute.

Quando hai male alla schiena, prima di allarmarti fai una valutazione fisioterapica specializzata per vedere quale percorso è consigliato. Dopo un’attenta diagnosi fisioterapica ci saranno due strade da seguire, o affrontare un percorso fisioterapico o quello di rivolgersi ad un altro specialista.

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IL PILATES

Il Pilates è un metodo di allenamento che insegna a prendere coscienza del proprio corpo, per rafforzarlo, correggere la postura e migliorare la fluidità e la precisione dei movimenti. Gran parte del lavoro è incentrato sul rinforzo dei muscoli che contribuiscono alla nostra postura, parliamo di core, paravertebrali a livello dorsale e lombare.

 

 

Posture errate

Nel quotidiano siamo sempre soggetti a posture troppo statiche per via del lavoro, a tante ore seduti, al peso della gravità e siamo sottoposti a sforzi fisici. Tutte queste componenti portano ad assumere atteggiamenti posturali errati, con schiene ricurve, aumento della cifosi dorsale, verticalizzazioni del tratto cervicale o lombare.

 

 

Correzioni della postura con il pilates

Il pilates, con il suo metodo di allenamento, ha la capacità di rafforzare e, allo stesso tempo, correggere la postura, andando a lavorare sulla muscolatura della schiena con un rischio pressoché nullo di avere infortuni. Una volta seguita la giusta progressione degli esercizi, la schiena diventerà sicuramente più forte e, una schiena forte, porterà di conseguenza a una postura migliore. Una muscolatura ben allenata della schiena e del corsetto addominale, permetterà di sostenere al meglio tutto il nostro tronco portando, lezione dopo lezione, ad assumere naturalmente un atteggiamento più dritto e di conseguenza una postura migliore.

Pilates Matwork o con Reformer

Gli esercizi di pilates si possono eseguire a corpo libero sul tappetino con un pilates matwork, ma anche con l’ausilio di un macchinario chiamato Reformer il quale sarà in grado di aumentare i profili di resistenza degli esercizi. Inoltre la respirazione, durante la lezione, permetterà di sciogliere ulteriormente tensioni accumulate durante le giornate e lavorare meglio sul rinforzo della muscolatura. Diversamente da quanto accade in altri tipi di allenamento, nel pilates, ogni esercizio viene ripetuto poche volte ed eseguito lentamente e con grande precisione, andando a lavorare non sulla quantità bensì sulla qualità del movimento.

“Il Metodo Pilates sviluppa il corpo uniformemente, corregge la postura, ripristina la vitalità, rinvigorisce la mente ed eleva lo spirito.”  Joseph Pilates

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LA POSTURA PERFETTA

Postura o posturale o migliorare la postura sono accezioni o termini che spesso vengono utilizzate in maniera impropria. Infatti molti colleghi si specializzano in problematiche posturali, nonostante nella vita abbiano fatto altro. Senza titoli riconosciuti nel campo medico, creano una vera e propria confusione. Dare dei buoni suggerimenti ai propri pazienti può essere utile per evitare problematiche future e per avere un buono stato di salute generale. Tutti i fisioterapisti all’inizio del percorso accademico hanno studiato quelli che vengono chiamati punti anatomici del corpo. Attraverso un filo a piombo è possibile  riconoscere i punti di repere nei vari piani ed assi. Tutto questo può essere valutato attraverso un’attenta osservazione del paziente che giunge in studio.

 

Modificare la postura

Una buona postura non elimina il rischio di alcune lesioni o problemi, non è detto. La comunità scientifica reputa non importante cambiare la postura dopo una certa età anagrafica (30 anni) se il paziente non sente dolore e se svolge bene quelle che sono le attività fisiche. In fase di equilibrio potrebbe addirittura essere sbagliato modificare acquisiti del corpo. Diverso è se il paziente ha dolore o se il gesto atletico è completamente sbagliato. Se associamo quel difetto posturale al sintomo o problema va modificato.

 

Migliorare la postura

Al genere umano piace la perfezione, come madre natura ci ha fatto, e quindi sicuramente un corpo che si muove in sinergia e con coordinazione potrebbe essere molto più efficiente rispetto ad un altro che si muove tutto scoordinato. Se svolgi una vita sedentaria con poco sport e quindi con atteggiamenti deleteri, sarebbe utile diminuirli il più possibile. Ascolta il tuo corpo, crea una routine giornaliera con un po’ di attività fisica. Se reputi sia il caso, fatti  seguire da un professionista, almeno per una prima parte, potrà correggere quelli che chiamiamo difetti posturali. La postura, però,  non è tutto! Attenzione quando nel campo medico indicano il tuo problema, dolore, difetto come una conseguenza della tua postura: tutto deve essere dimostrato, attraverso test e segnali del corpo, oggi abbiamo i mezzi per capire.

 

 

Allenamenti e rischi infortuni

Bisogna considerare un aspetto però molto importante. Se un corpo è ben allenato, con forza e tono sicuramente sarà pronto per svolgere attività sportive rispetto ad una persona sedentaria, in sovrappeso e poco allenata che rischia maggiormente di incorrere in problemi fisici. Facciamo anche una premessa: tutti noi rischiamo infortuni o acciacchi, ma non per questo ci dobbiamo preoccupare di svolgere attività che ci piacciono. Stare a casa non è una soluzione, tuttavia più ci alleniamo e più lavoriamo sul nostro corpo, maggiormente abbattiamo il rischio, in termini di percentuale, di farci male. È anche vero che uno sportivo che fa kitesurfing o freestyle con gli sci, anche se molto allenato ha scelto delle pratiche sportive, con un alto tasso di infortuni, ma grazie agli allenamenti avrà una consapevolezza del proprio corpo maggiore, rispetto ad una persona pigra che guarda serie tv tutto il giorno.

 

Tempo per il nostro  corpo

Investire del tempo nella postura e nel corretto utilizzo del nostro corpo non è tempo perso e possiamo farlo con infinite modalità, anche attraverso l’aiuto di un professionista, che potrà curare sia l’aspetto fisico, sia quello psicologico. Inizia con dei piccolissimi passi per poi procedere gradualmente a quelli più grandi. Il mio consiglio è quello di fare attività fisica in gruppo, ma non avere paura di farlo da solo, anzi questo ti potrà garantire più autostima in futuro. Cercate un gruppo che svolge delle attività al vostro livello, senza nessun timore, ma con la consapevolezza che è per il  vostro benessere e a volte permette di superare delle paure infondate e di raggiungere maggior consapevolezza di se stessi.

ATTIVITA’ ESTIVE E INFORTUNI MUSCOLO-SCHELETRICI

Le attività estive comportano spesso infortuni come distorsioni, tendiniti o strappi muscolari. È sempre complicato e difficile educare la popolazione ormai abituata a certi rituali tramandati di generazione in generazione. Oggi vorrei dedicare un articolo intero a quello, che spesso o quasi sempre, si fa di sbagliato di fronte ad infortuni di un distretto dell’apparato muscolo-scheletrico.

Le più recenti ricerche scientifiche ci fanno riflettere sui consigli dati alle persone, ma come possiamo educare i cittadini e soprattutto i professionisti (medici) del settore ad aggiornarsi? Chi ne paga le conseguenze è il paziente, ovvero, più siamo al passo con le ricerche e meglio aiuteremo i nostri assistiti.

 

Infortuni, cosa EVITARE ?

Oggi gli acronimi ICE, RICE, POLICE ….sono tutti  protocolli superati.

Come mai la mamma mi ha sempre detto di mettere il ghiaccio o il dottore appena mi faccio male urla in diverse lingue la necessità di apportare freddo endogeno per ridurre il dolore e il gonfiore? L’utilizzo del ghiaccio crea molte perplessità, per esempio è dimostrato che la temperatura interna non cambia, quindi il freddo endogeno non passa. Un utilizzo prolungato può creare una perdita di responsività a livello recettoriale, quindi una struttura meno reattiva agli stimoli esterni.

Un utilizzo prolungato può creare anche delle bruciature sulla pelle, ma quello può essere evitato facilmente applicando un panno per creare una barriera sulla nostra pelle evitando il contatto diretto con la cute. Insomma la vasca con acqua, sale e aceto della nonna non è accettata dalla comunità scientifica, non ha passato il test di approvazione.

Ma la domanda può sorgere spontanea: ma il ghiaccio non diminuisce la sensibilità dolorosa? La risposta è si. Il ghiaccio ha un effetto antalgico locale e momentaneo, quindi l’analgesia è la prima cosa che una persona cerca, ma non dobbiamo più ragionare a livello empirico. Sarebbe veramente importante se tutti seguissero delle linee guida comuni perché si avrebbero meno diatribe interne e più comunicazione tra professionisti e dottori, eliminando l’ego personale che danneggia la medicina.

 

Infortuni, cosa FARE?

Ad oggi, qualora questa estate mi trovassi di fronte ad un infortunio, cosa dovrei fare?
Rispettare le linee guida moderne ricordando un facile acronimo che ritroviamo anche in altri contesti PEACE & LOVE. Questo è il nuovo modello da seguire, ma ora andiamo a vedere passo dopo passo che significa ogni lettera di questo acronimo.

Protection: evitare che l’arto o il distretto colpito possa andare incontro ad ulteriori danni o movimenti che esacerbino il dolore. Insomma il paziente deve stare fermo e protetto, perché la vera medicina è il riposo e la calma. Il corpo attuerà tutti i meccanismi riparatori che conosce, molto meglio di una farmacia super attrezzata.

Elevation: in caso di trauma ad arti inferiori, sollevare la gamba sopra il livello del cuore affinchè la gravità riporti  più facilmente, alla base, i liquidi fuoriusciti dopo l’infortunio. Il gonfiore è uno degli effetti post-traumatici e per aiutare il ritorno venoso dobbiamo attuare delle pratiche facilmente riproducibili.

Avoid Anti-inflammatoreies: evitare gli antifiammatori e non usare il ghiaccio, potrebbe creare confusione e paura. In realtà andrebbe consigliato di non prendere farmaci nelle prime fasi e aspettare che il corpo svolga le sue funzioni naturali da riparatore. Il farmaco potrebbe (utilizzo il condizionale, perché potrei essere linciato dopo questa affermazione) fare peggio, rallentando la guarigione del corpo che invece deve fare il suo corso.

Il nostro corpo si rende conto che abbiamo avuto un danno ed è premunito “di una farmacia interna molto assortita”. Utilizza l’infiammazione per riparare i tessuti danneggiati e quindi interrompendo questo processo si otterrebbe l’effetto contrario. Ora pensiamo a quante volte abbiamo fatto il contrario: quasi sempre, io compreso.

Compression: bisogna ridurre il gonfiore e quindi l’utilizzo di bende elastiche o tape è consigliato, l’importante è che vengano messe bene e con raziocinio. Fare una fasciatura fatta male può essere peggio che non farla, quindi studiare bene il trauma e valutare di cosa ha bisogno il paziente.

Education: educare il paziente è molto importante. E’ utile spiegargli la condizione in cui si trova scegliendo le parole giuste. Empatia e comunicazione verbale e non verbale, sono basilari. Poi sarà il paziente a scegliere il suo percorso, ma almeno sappiamo che abbiamo fatto il massimo per istruirlo.

Load: aumentare il carico graduale seguendo i segnali inviati dal paziente, che sa riconoscere benissimo se un movimento è safe o meno. Quindi renderlo partecipe di questo processo, perché dobbiamo tornare al carico, ma solamente quando la persona è pronta e quando il professionista ritiene che sia il momento adatto. Il dolore sarà il segnale che ci guiderà in questa fase e ci indicherà se è troppo presto o meno.

Optimism: l’aspetto psicologico ormai è stato introdotto da tempo perché influisce tantissimo sull’andamento della guarigione, i nostri pazienti devono essere assistiti anche emotivamente, quindi essere ottimisti!
Il corpo si adatta a tutto, anche di fronte ad un brutto infortunio.
Trasmettere serenità, far comprendere i vari passaggi di stato e i miglioramenti ottenuti, per allontanare il più possibile la paura del dolore cronico e persistente.

Vascularisation: permettere, quando è possibile, delle attività cardio-vascolari che aiutino la vascolarizzazione del tessuto danneggiato.

Exercise: infine il recupero attivo va per la maggiore, soprattutto quando il dolore è diminuito o passato del tutto. Consigliare al paziente esercizi di rinforzo muscolare, di propriocettiva che stimolino la zona interessata per rispondere meglio agli stimoli esterni e per evitare ulteriori ricadute.

 

Affidarsi ai giusti specialisti

Tutte queste sono delle linee guida importanti che possiamo consigliare al paziente che si è fatto male, ma un altro approccio molto raccomandato è di farsi vedere da un fisioterapista specializzato che conosca molto bene le pratiche da effettuare. Insomma non bisogna mai sottovalutare un problema fisico, perché potrebbe diventare qualcosa di molto più fastidioso e difficile da debellare. L’educazione e il buon senso ci aiutano ad evitare conseguenze molto più gravose.

 

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COLPI DI CALORE DURANTE GLI ALLENAMENTI ESTIVI

Allenamenti all’ aperto e caldo rovente

L’estate può essere molto “rovente” soprattutto nei paesi come l’Italia, quando il clima supera certe temperature diventa pericoloso allenarsi all’aperto, perciò bisogna imparare a gestire il caldo per evitare effetti negativi che possono mettere a rischio la nostra salute.

L’alternanza di periodi torridi e più freschi è imprevedibile, anche se il cambiamento climatico ci sta abituando a mutamenti repentini perfino durante l’estate; una variabile per esempio è la direzione del vento. Quando il vento soffia da nord avremo un periodo di caldo secco, ma allo stesso tempo piacevole, perché giunge da paesi più freddi. Quando invece il vento proviene dall’Africa, quindi dal sud, facciamo fatica anche a dormire, figuriamoci ad allenarci. Ma come possiamo fare a gestire questo alternarsi di alte temperature accompagnato da una forte umidità e allo stesso tempo trovare del tempo per allenarsi?

Condizione fisiche 

Tutti noi possiamo trovare delle soluzioni senza incorrere in problemi di salute, addirittura quando le temperature superano i 40°, ma utilizzando il buon senso. Sono sempre stato un fautore del movimento e non consiglio mai l’atteggiamento pigro e sedentario. Innanzitutto è importante valutare il nostro stato di salute generale, la nostra condizione fisica, le nostre comorbilità e l’età anagrafica che non bisogna sottovalutare. Dopo aver fatto una bella autovalutazione, scegliamo quale attività ci piace di più. Un esempio molto comune è la corsa che ci richiede uno sforzo fisico molto intenso, ci espone al sole caldo se corriamo all’aperto, rispetto ad un tapis roulant che di solito si trova all’interno di un ambiente chiuso.

Se dovessimo decidere di correre durante l’estate, sono consigliate le ore più fresche, ovvero la mattina presto o la sera dopo le 19:00. Se proprio è impossibile, perché l’unico orario libero è la pausa pranzo, scegliamo un percorso alberato dove la temperatura è molto più bassa rispetto ad una strada con l’asfalto infuocato. Ricordiamoci di valutare la nostra condizione di partenza, se non siamo allenati, se abbiamo sopra i 70 anni, se siamo in sovrappeso o con problemi cardiovascolari è veramente sconsigliato allenarsi all’aperto e con le temperature sopra i 30 gradi. Tuttavia molte persone sono abituate ad allenarsi e a correre anche nelle ore più calde, ma non bisogna mai improvvisarsi.

Prevenire colpi di calore

I consigli fondamentali per allenarsi l’estate e con il caldo sono: uscire di casa nelle ore più fresche, scegliere un percorso alberato, bagnarsi la testa e i polsi con acqua fredda, bere tanta acqua prima e durante l’allenamento, fare una bella colazione in modo tale da avere le energie necessarie per affrontare lo sforzo fisico, ma il consiglio più spassionato è non esagerare, fare un allenamento progressivo, quindi aumentare in maniera graduale la difficoltà e il tempo di esposizione alla fatica e al sole. Un vero allenamento ci deve portare all’obiettivo di migliorarci senza esporci ad inutili rischi per la nostra salute.